Il sonno del neonato: il grande mistero di tutti i tempi

La nanna è essenziale per un corretto sviluppo fisico e neurologico. I bambini, soprattutto nei primi periodi di vita, dormono molto così da permettere al loro corpo di crescere in maniera armonica. Tuttavia il momento nanna può diventare ricco di piccole incertezze.

Formule magiche per fare più in fretta

Proprio l’incertezza, spesso, a spingere i neo-genitori a ricercare aiuti esterni. Innanzitutto è utile dire che non esiste una formula magica per il sonno, spesso mi trovo ad avere a che fare con varie tecniche, prese dalle fonti più svariate, che vanno a forzare l’addormentamento del neonato (va dallo sfinimento, al distacco), per raggiungere il risultato.

Come facciamo la nanna

Sono tecniche che non condivido perché tolgono parte del lavoro al genitore, impediscono di andare a fondo nella conoscenza intima con il neonato, la nuova persona che abbiamo di fronte.

La presenza affettiva come fondamento per un buon ritmo sonno-veglia

I bambini necessitano costantemente di ascolto e di presenza umana, ma soprattutto AFFETTIVA. Spesso il fatto che ci mettano davanti a noi stessi, ci sfinisce e quindi tendiamo a trovare soluzioni che ci affaticano meno. Certo, al momento sarà un sollievo, ma ci siamo mai chiesti quale conseguenze può avere ignorare il pianto di un bambino?

Il pianto come segnale e NON come vizio!

Se ci fermiamo a riflettere arriveremo a un conclusione quasi elementare: il bambino non ha altro metodo di comunicare con noi che qualcosa non va se non il pianto, perché allora ignorarlo? Perchè non renderlo strumento per conoscere chi abbiamo davanti? Sfatiamo un altro mito: NON PIANGONO PER VIZIO. Spiacente di deludervi, ma il vizio non sanno nemmeno cosa sia, prendetelo più come protesta.

Il lasciarsi andare del cucciolo, come fiducia cieca verso l’adulto

Il sonno è un’altra separazione, vi faccio un esempio per farvi capire cosa provano: diciamo che è come quando noi facciamo la valigia e ci allontaniamo per un periodo dalle persone che amiamo, sappiamo che ci mancheranno ma avremo la certezza di trovarle al ritorno solamente se ci fideremo profondamente di loro e se avremo grande fiducia nel rapporto che si è instaurato. Per i piccoli, tutto questo è contenuto nel semplice addormentarsi. Bisogna che ci sia un rapporto di fiducia cieca, un rapporto fatto di conoscenza, comprensione e affetto.

Se il bambino piange molto domandiamoci se noi siamo stati presenti, fisicamente ma soprattutto mentalmente e affettivamente.

La RELAZIONE AFFETTIVA rimane il cardine, l’insicurezza della presenza dell’adulto passa spessissimo da una insicurezza affettiva. Instaurare relazioni di freddezza e di contatto minimo con il proprio figlio, non da mai benefici.

La puericultrice come aiuto alla conoscenza

L’aiuto della puericultrice non consiste nell’offrire formule, ma nell’aiutare a costruire un rapporto sano e di fiducia. Anche in questo caso il possibile intervento di aiuto, vorrà innanzi tutto capire il bimbo. Procedendo poi con il valutare la maniera migliore per aiutarlo ad abbandonarsi al sonno in maniera serena.